Storia del parmigiano reggiano

Storia del Parmigiano Reggiano

La Storia del Parmigiano Reggiano

Medioevo

Nella nostra regione, l’Emilia Romagna, è considerato il formaggio per eccellenza.

Colui che sulla pasta fa da padrone, colui che esalta il sapore dei cibi, colui che gustato a tocchi, lascia al palato il gusto fresco del formaggio di mucca, un gusto inconfondibile.

Alzi la mano chi non ha mai assaggiato questo formaggio!!! Credo che nessuno.

Tanto che anche all’estero hanno tentato varie volte di eguagliarlo ed imitarlo.

 

La Storia del Parmigiano Reggiano non può essere cancellata da banali imitazioni.

Il nostro Parmigiano Reggiano è riconosciuto come alimento “Made in Italy” e tutelato dal Consorzio del formaggio Parmigiano Reggiano.

La storia del Parmigiano Reggiano risale ai tempi del medioevo quando i monaci benedettini e cistercensi, avendo necessità di produrre un formaggio in grado di durare nel tempo.

Escogitarono il modo di conservarlo grazie all’utilizzo delle saline di Salsomaggione e il latte delle mucche allevate nelle grangie.

Dopo varie prove riuscirono ad ottenere un formaggio dalla pasta asciutta e dalle grandi forme, adatto per essere conservato lungamente.

Le prime tracce di commercializzazione sembra che risalgano ad un atto notarile (contratto di commercializzazione) redatto a Genova nel 1254.

Fin da allora il Formaggio di Parma “caseus parmensis era già noto in una città lontana dalla sua zona di produzione.

Nel XIV secolo i commerci si espandono in Romagna, Piemonte e Toscana, raggiungendo anche i centri marittimi del mare Mediterraneo.

 

Rinascimento

Il Rinascimento è conosciuto come il periodo in cui l’Italia attraversava un grande momento di cambiamento e di passaggio.

Lo sviluppo da quello intellettuale a quello economico stava migrando dall’era medioevale all’era rinascimentale.

Era il XV secolo!
In questo periodo l’Emilia, specialmente nella pianura parmigiana e reggiana, stava godendo di una forte espansione economica, grazie ai feudatari ma anche ai monaci dislocati in varie abbazie della Regione.

Proprio il XV secolo è stato l’epoca in cui aumentarono di molto gli allevamenti delle vacche.

Conseguentemente sorsero molte vaccherie a cui era annesso il caseificio per la trasformazione del latte in formaggio.

Il caseificio raccoglieva il latte delle vaccherie di zona per la produzione del Parmigiano, che divenne un lavoro di cooperazione.

I casari infatti si avvicendavano a turni per garantire la fabbricazione costante del prodotto.

Il caseificio era dunque detto turnario e diventa punto di riferimento produttivo, economico e poi sociale.

La dimensione delle forme aumenta, fino ad arrivare anche al peso di 18 kg l’una.

Questo fu il periodo in cui la produzione si consolida anche nella provincia di Modena e la commercializzazione si espande enormemente fino addirittura all’esportazione in tutta Europa: Germania, Fiandre, Francia e anche Spagna.

Parma, Modena e Reggio nel XVII secolo sono protagoniste della

Storia del Parmigiano Reggiano


Poiché il formaggio era apprezzato ormai a livello internazionale, si sentì l’esigenza di ufficializzare il “copyright del brevetto”, come si direbbe oggi, per distinguerlo da altri formaggi similari.

Il Duca di Parma Ranuccio I Farnese firmò l’atto di ufficializzazione della “Denominazione di Origine Controllata” il 7 agosto 1612 oggi riconosciuta in sede europea.

Nel XVIII secolo furono segnati da pesantissime e continue guerre tra i ducati di Parma e Modena che resero difficile la produzione del formaggio.

Storia del Parmigiano Reggiano nell’età Contemporanea.

Nonostante le avversità, le guerre, le discordie fra ducati, l’influenza di Napoleone Bonaparte e due Guerre Mondiali, il sistema produttivo del parmigiano non è cambiato.

Ancora oggi la sua produzione avviene in modo naturale e senza additivi.

Vennero introdotte alcune importanti innovazioni all’inizio del secolo scorso, ancora attuali, come l’uso del siero innesto e del riscaldamento a vapore.

A quel punto emerse nuovamente l’esigenza di dare una ulteriore distinzione al Parmigiano Reggiano, apportando sulla forma stessa il marchi di origine.

Fu così firmato l’accordo tra i rappresentanti dei caseifici di Parma, Reggio, Modena, Mantova (destra del Po) il 27 luglio 1934.

Ovviamente dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale vi fu un rallentamento della produzione, considerando essa di marginale importanza rispetto alle esigenze di alimentazione che necessitavano in quel momento.

Non appena la guerra finì, la produzione del Parmigiano Reggiano venne di nuovo stimolata, grazie alla conferenza di Stresa del 1951 sulla denominazione dei formaggi.

Ne conseguì che nel 1954 venne varata la legge italiana sulle “Denominazioni d’Origine” .

Il consorzio originario che tutelò fino al quel momento il prezioso prodotto, si trasformò in quella istituzione che tutti noi conosciamo quale organismo di tutela: il Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.

Storia del Parmigiano Reggiano

 

La Denominazione d’Origine Protetta.

Nel 1992 è stato approvato il Regolamento CEE 2081/1992 sulle Denominazioni d’Origine Protette, le DOP (poi integrato dal Regolamento (CEE) 510/2006).

Nel 1996, il Parmigiano Reggiano viene riconosciuto come una DOP europea.

Questi i passaggi fondamentali per la tutela comunitaria del Parmigiano Reggiano, che è tra i formaggi più contraffatti e imitati del mondo.

 

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